Lo Schnauzer

Lo Schnauzer

Schnauzer medio, o semplicemente schnauzer è il capostipite della razza: è da esso, infatti, che sono derivate in seguito le altre due varietà di taglie diverse, e cioè lo Zwergschnauzer, o schnauzer nano, e il Riesenschnauzer, o schnauzer gigante. boGLa differenziazione che distingue le tre taglie dello Schnauzer, sono la taglia ed il colore, ma un’unica cosa li unisce tra di loro: il carattere.
Infatti il coraggio, il temperamento, e l’amore sviscerato per il padrone, ne fanno di questa razza canina, una delle più complete poiché, riesce a soddisfare, grazie alle tre taglie, tutte le esigenze gestionali, di ognuno di noi. Lo Schnauzer è un cane di media taglia, l’altezza al garrese non deve superare i 45 / 50 cm. I colori del pelo riconosciuti, sono il nero puro e il pepe/sale. Lo Zwergschnauzer è un cane dipiccola taglia, l’altezza al garrese non deve superare i 35 cm. I colori del pelo riconosciuti sono, il nero puro, il pepe/sale, il nero argento, ed infine il bianco puro. Il Riesenschnauzer è un cane di grande taglia, l’altezza al garrese non deve superare i 71 cm. I colori del pelo riconosciuti sono, il nero puro ed il pepe/sale.

Parliamo della razza

Versatilità, questa potrebbe essere la principale chiave di lettura per queste tre splendide razze. Sì, perché quando si parla di Schnauzer si comprendono tre razze distinte, lo Schnauzer o Schnauzer medio, dal quale ebbero poi origine le altre due, lo Zwergschnauzer o Schnauzer nano ed il Riesenschnauzer o Schnauzer gigante. Proprio la selezione che ha portato alla creazione delle tre taglie, unitamente all’elevata intelligenza ed addestrabilità dello Schnauzer, hanno fatto sì che oggi si possano trovare cani di questa razza impiegati con successo negli utilizzi più disparati. Infatti, oltre alla classica distinzione, non sempre in realtà così netta ed univoca, secondo la quale lo Schnauzer è classificato come cane da guardia, il Riesenschnauzer da difesa e lo Zwergschnauzer da compagnia, non è difficile trovare rappresentanti di una o più di queste razze impegnati in prove di lavoro e agility, impiegati come cani da pastore, come ausiliari di polizia o protezione civile o ancora come cani per la pet-therapy. Impieghi quindi ben distanti dall’iniziale selezione per la quale lo Schnauzer fu creato come cane da utilizzarsi per seguire le carrozze e le diligenze, dando l’allarme in caso di pericolo, e di compagno dei cavalli nelle scuderie nelle quali dava anche la caccia ai piccoli nocivi, istinto quest’ultimo tutt’oggi ancora ben presente in ogni rappresentante di queste razze.
Cani robusti e di rustica eleganza, sia nell’aspetto sia nel carattere, gli Schnauzer sono cani compatti e potenti con un innato senso di dignità; sarà quindi difficile vederli abbandonarsi a grandi effusioni d’affetto e smodate smancerie con altri se non con il loro padrone. Verso gli estranei manterranno, infatti, il più delle volte, un atteggiamento piuttosto distaccato. Cane conscio del proprio valore e ruolo nell’ambito famigliare, vi sorprenderà per la sua innata gioia di vivere e per la gran disponibilità verso i bambini della famiglia per i quali risulterà un inesauribile compagno di giochi e dai quali spesso sopporterà stoicamente tutte quelle “particolari attenzioni” che solo i bimbi sanno riservare agli amici a quattro zampe.
Non vi sono patologie tipiche della razza e la maggior parte degli Schnauzer vede fortunatamente il veterinario per gli annuali richiami vaccinali o per patologie assolutamente minori, cani solitamente longevi, non sono soggetti ad un invecchiamento precoce, mantenendo piuttosto la gioia e l’esuberanza del giovane sino a tarda età.
Indubbiamente le immissioni di sangue utilizzato per selezionare la taglia nana e la gigante e le conseguenti differenze nella mole hanno fatto sì che il Gigante trovi oggi largo impiego, grazie alla maggiore taglia, come cane da difesa, il medio sia rimasto, assecondando un suo innato istinto in tal senso, un ottimo ed incorruttibile cane da guardia, ed il nano sia stato, forse un po’ forzatamente, ritenuto un cane da compagnia proprio per le sue ridotte dimensioni.allevamento Chiunque possieda un Nano potrà, infatti, confermarvi quanto questo abbia scarsa coscienza della sua ridotta mole e sia invece portato a “prendersi sul serio”, sia confrontandosi con suoi conspecifici sia quando ritenga di dover difendere la sua proprietà o, molte volte, anche il suo padrone. Così come ogni proprietario di un Medio o di un Gigante potrà raccontarvi quanto siano essi fortemente desiderosi di un costante contatto con il proprio padrone.
Chiunque si appresti a far entrare uno Schnauzer nella propria vita dovrà tenere presente, indipendentemente dalla taglia scelta, di disporre di un soggetto di grandi potenzialità ed equilibrio che per poter essere espresse al meglio necessitano di una forte attenzione alla fase di socializzazione, da effettuarsi più prematuramente possibile per far sì che il proprio cane si possa inserire al meglio nel contesto sociale ed ambientale nel quale sarà destinato a vivere. Sia il Gigante sia il Medio sia il Nano si possono adattare perfettamente alla vita in appartamento purché siano rispettate le loro naturali esigenze di moto quotidiano e gli si dedichi qualche salutare ora di passeggio in più nel tempo libero.
Dai primi soggetti, presentati ancora come Pinscher a pelo duro sul finire dell’800, ad oggi di strada se n’è fatta molta, anche sotto l’aspetto estetico e gli Schnauzer odierni sono, infatti, molto più omogenei sia morfologicamente sia esteticamente. Con il passare dei decenni si sono poi introdotte, fissate e distinte le odierne varietà di colore per cui oltre al pelo ruvido ed alle cespugliose sopracciglia che tutti li accomuna si possono oggi trovare Medi,
Giganti e Nani nelle varietà nera e pepe e sale; di questi ultimi sono state inoltre più recentemente selezionate anche le varietà nero argento e bianca.
Certamente nel passato gli Schnauzer non erano sottoposti a “sedute di toelettatura” avevano però modo di beneficiare di tutte quelle caratteristiche proprie del loro mantello che li proteggeva in modo particolarmente efficace dalle intemperie e che poteva costantemente rinnovarsi grazie al continuo strappamento del pelo ormai morto nel passaggio fra i rovi o a contatto con i pagliericci delle stalle. Nella vita odierna la maggior parte dei cani non trovano più un vero e proprio impiego pratico in attività che vadano al di là della guardia, della difesa o della compagnia, ed il diverso contesto nel quale oggi tutti viviamo ci rende indispensabile il poter disporre di soggetti il più possibile ordinati e presentabili. Proprio il pelo ruvido, oltre a dare agli Schnauzer un aspetto rustico, dona al mantello di queste razze la particolarità, se correttamente mantenuto con un regolare stripping due-tre volte all’anno, di non emanare mai odori sgradevoli ed una perdita di pelo estremamente contenuta.
Lo stripping si rende necessario poiché gli Schnauzer non vanno incontro ad una muta naturale ed è quindi indispensabile la rimozione meccanica del pelo ormai morto. Questa operazione dovrà essere eseguita da mani esperte che oltre a curare il mantello sapranno porre nel giusto risalto tutte quelle particolarità che contribuiscono a dare la giusta tipicità di razza.
Nel caso uno Schnauzer venga invece ripetutamente tosato non vi sarà un adeguato rinnovo del suo mantello ma solo ed unicamente un suo accorciamento ed un incremento nella quantità del fitto sottopelo che serve naturalmente al cane come isolante termico, ne seguiranno non solo una perdita di brillantezza ed alla lunga anche una variazione nel colore ma soprattutto la perdita delle caratteristiche di impermeabilità all’acqua ed allo sporco.
Le cespugliose sopracciglia definite difese proprio perché servivano a difendere gli occhi, ossia le parti più vulnerabili all’attacco dei piccoli nocivi che il cane era destinato a cacciare, i folti baffi e la lunga barba conferiscono agli Schnauzer la tipica fierezza nell’espressione che risulta essere una delle maggiori qualità distintive di queste razze
Gli Schnauzer sono cani rustici anche nelle necessità di cura del mantello che oltre ad uno stripping periodico necessitano unicamente di una buona e vigorosa spazzolata settimanale e di qualche maggiore attenzione solo là dove il pelo potrà risultare più lungo e morbido, come zampe, barba, baffi e sopracciglia e dovrà quindi essere più di sovente spazzolato, pettinato e, almeno settimanalmente, pulito. La maggior parte degli Schnauzer raramente vengono sottoposti ad un bagno completo, non certo per scarsa cura dei loro padroni ma proprio, e ancora una volta, per le caratteristiche del loro mantello e della loro cute che non deve essere eccessivamente impoverita da frequenti lavaggi. Diverso sarà ovviamente il discorso per quei soggetti che partecipando alle esposizioni che necessiteranno di toelettature e trimming assai più frequenti.
Tra gli Schnauzer quindi, tre tipi così uguali eppur così diversi fra loro, qualunque di essi diverrà il vostro compagno, saprà regalarvi lunghi anni di gioiosa compagnia e di infinita fedeltà e vi farà presto diventare un altro appassionato di queste razze che non perdonano. Se è, infatti, relativamente frequente incontrare possessori di Schnauzer che per varie necessità abbiano nel corso del tempo cambiato taglia od affiancato un’altra taglia a quella già posseduta, è invece piuttosto raro vedere chi abbia posseduto uno Schnauzer avvicinarsi ad altre razze.

Alessandr Schmid

Dettagli sullo standard

Testa: la testa è robusta, allungata, con apofisi occipitale non molto saliente. Il muso va assottigliandosi a partire dagli occhi sino alla punta del tartufo. La lunghezza totale della testa è nel rapporto di circa 1:2 con la lunghezza del dorso. Il salto fronto-nasale o (stop) appare, attraverso le sopracciglia, chiaramente delineato; gli assi longitudinali superiori del cranio e del muso devono essere tra di loro paralleli. L’osso frontale è piatto con pelle ben aderente e priva di pieghe. Le orecchie sono attaccate alte, omogeneamente amputate, portate erette. Nei soggetti a orecchie integre, queste devono essere a forma di “V” con punta a piega ribattuta. Gli occhi sono scuri, di forma ovale e in posizione semi laterale.
Collo: il collo, eretto, nobilmente slanciato e robustamente inserito nelle spalle, deve corrispondere nel suo sviluppo alla mole del cane; non deve essere ne corto ne grosso; la nuca è arrotondata e saliente. Gola priva di giogaia, con pelle ben tesa.
Torace: il torace moderatamente largo, con costole piatte, ovale nella sua sezione trasversale, nel suo sviluppo ottimale deve scendere oltre il gomito. Il manubrio dello sterno è notevolmente saliente, sì da sorpassare l’articolazione scapolo-omerale. La linea inferiore del torace risale gradatamente verso l’addome che è moderatamente retratto. La distanza fra cane1l’ultimo arco costale e l’anca è breve sì da dare alla costruzione del cane un’apparenza compatta. La lunghezza del tronco corrisponde approssimativamente alla misura dell’altezza al garrese. Il dorso è corto e leggermente scosceso. La linea superiore del tronco non è rigidamente dritta, ma segue una leggera, elegante ondulazione che, partendo dalla prima vertebra del garrese e seguendo il profilo dorsale e della groppa, si inserisce morbidamente nel punto di attacco della coda.

Arti anteriori: le scapole oblique e piatte e in buona angolazione con l’omero, hanno una forte muscolatura. Gli arti anteriori visti da qualunque lato, devono apparire solidi, diritti appoggi, con gomiti aderenti.
Arti posteriori: le cosce hanno una robusta muscolatura. Le angolazioni degli arti devono essere ben evidenti.
Piedi: sono corti rotondi, con dita ben unite e arcuate con unghie scure. Le suole sono dure, solide, resistenti. Mantello: il mantello ha un pelo ruvido che deve essere duro, forte e spesso. Il mantello è costituito da un folto sottopelo lanoso e da un pelo di copertura, non troppo corto, duro e forte, che non deve essere ne arruffato ne ondulato.

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